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CIRCOLARE N. 4

 

Locazione di immobili e cedolare secca

L'art. 3 del D. Lgs. 14.03.2011 n. 23 ha istituito una nuova forma di tassazione sui redditi provenienti dai contratti di locazione, denominata "cedolare secca sugli affitti", la quale permette al proprietario dell'abitazione locata di scegliere, in alternativa alla tassazione progressiva Irpef di cui all'artt. 36 e segg. del DPR 917/86, l'applicazione di un tributo ad aliquota fissa. Tale decreto è entrato formalmente in vigore il 07.04.2011, ma prevede che, per chi opta per l'imposta sostitutiva, tale scelta abbia effetto fin dal 01.01.2011.La cedolare secca sugli affitti può essere applicata solo alle locazioni di fabbricati abitativi in cui il locatore è una persona fisica che non agisce nell'esercizio di un'attività di impresa o di una libera professione e opera con aliquote differenziate fra i contratti a canone concordato (art. 2 co. 3 L. 431/1998) stipulati in comuni ad alta densità abitativa, che sono tassati con un'imposta sostitutiva al 19% e gli altri immobili che sono tassati con un'imposta sostitutiva al 21%. Tale imposta sostitutiva permette alla parti di non corrispondere né l'imposta di registro sui canoni di locazione di fabbricati abitativi (pari al 2% del canone medesimo) né l'imposta di bollo.  La possibilità di optare per la cedolare secca ha effetto retroattivo per tutto il 2011 e pertanto in caso di scelta per l'applicazione della cedolare secca, l'imposta sostitutiva si applicherà sull'intero reddito del periodo 01.01.2011 - 31.12.2011. Possono formare oggetto dell'imposta sostitutiva solo le unità immobiliari abitative locate ad uso abitativo, ivi compreso l'affitto proporzionalmente riferibile alle pertinenze delle stesse purchè locate congiuntamente all'abitazione, ove il locatore sia un privato ovvero una persona fisica che non agisce nell'esercizio di impresa o libera professione. Pertanto, a regime il locatore avrà l'onere di comunicare all'inquilino, prima dell'inizio del rapporto e mediante lettera raccomandata, la sua volontà di aderire al regime di imposizione sostitutiva, nonché alla correlata rinuncia al diritto all'aggiornamento annuale del canone (ISTAT). Il regime della cedolare secca è opzionale, pertanto chi non esprime la propria volontà di aderire al regime sostitutivo previsto dall'introduzione della cedolare secca, continuerà a tassare i canoni d'affitto secondo le disposizioni precedenti previste dal DPR 917/86 e continuare ad assoggettare a imposta di bollo e di registro il contratto sottoposto a registrazione.

Lo Studio è a disposizione per eventuali chiarimenti e per effettuare calcoli di convenienza e opzioni per l'applicazione della cedolare secca.

Distinti saluti.

Milano, 02 maggio 2011


 

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